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GRUPPO GIOVANILE

“E disse loro:
Andate per tutto il mondo, predicate il vangelo a ogni creatura”
(Marco 16:15).

La riunione dei giovani è rivolta ad una ampia fascia di età, che va dall’adolescenza alla gioventù più matura, e si propone l’obiettivo di unire i vari partecipanti in uno spirito di fratellanza, nella ricerca della Grazia del Signore Gesù e delle benedizioni del nostro caro Padre Celeste, sotto la guida dello Spirito Santo.
Lo scopo principale è quello di comprendere, condividere i principi ed i valori cristiani alla luce della Bibbia. Non mancano occasioni per affrontare anche problematiche di attualità vicine alle esperienze quotidiane dei giovani, per le quali é sempre possibile trovare una soluzione nell’infallibile Parola di Dio.

SPAZIO GIOVANI ...

Dalla nostra riunione giovanile...

Venite, ricostruiamo le mura di Gerusalemme

Spazio Giovani

La vittoria del credente

Spazio Giovani
Il gruppo giovanile dell’anno scorso si è concluso proprio con le parole di questo versetto del libro di Neemia (Neemia 2:17).
Questo non poteva rimanere un semplice invito da applicare in un futuro lontano. Il nuovo anno delle riunioni del gruppo giovanile è ripartito da questo punto.
Abbiamo considerato che costruire qualcosa è un’attività che richiede molto impegno, ma ancora più difficile è ricostruire. Nella ricostruzione bisogna prima eliminare le vecchie macerie, ovvero tutto ciò che appartiene ad un passato rovinoso pieno di errori, per ricominciare in maniera nuova. Il popolo di Israele nell’opera di ricostruzione incontrò molti ostacoli, ma non si fece scoraggiare e continuò fedelmente!
Così abbiamo deciso di fare anche noi giovani, per mezzo delle forze e della costanza che soltanto Dio può darci. Il fondamento su cui costruire è Cristo Gesù, la Roccia stabile che non potrà mai essere smossa!
Ma qual è il primo mattone che possiamo afferrare per iniziare la costruzione? Certamente LA BIBBIA. “Infatti la Parola di Dio è vivente ed efficace, più affilata di qualunque spada a doppio taglio, e penetrante fino a dividere l’anima dallo spirito, le giunture dalle midolla; essa giudica i sentimenti e i pensieri del cuore” (Ebrei 4:12). Per poter comprendere appieno il valore della Parola di Dio nella nostra vita, abbiamo meditato dei versetti della Bibbia divisi in alcuni gruppi di lavoro. Alla fine, alcuni giovani hanno condiviso con tutti gli altri ciò che Dio ha messo nel loro cuore tramite la meditazione di quei versetti. Il Signore ci ha mostrato ancora una volta quanto è meravigliosa la Sua Parola e come Egli ha sempre qualcosa di buono da offrire alla nostra anima. Essa continua ad indicarci che dobbiamo innanzitutto fare la scelta migliore della nostra vita, cioè accettare Gesù nel nostro cuore.
Alcuni di noi hanno meditato il Salmo 1, scoprendo che per ogni uomo ci sono soltanto due vie: quella dell’empio e quella del giusto, ovvero di chi rifiuta di seguire la via di Dio e di chi invece la accetta con gioia e fede. Questo passo biblico mostra anche le conseguenze di ciascuna di queste due scelte.
Altri hanno riflettuto sul libro di Daniele, al capitolo 1. Il Signore esorta a fare delle scelte verso di Lui sempre più profonde. Dopo aver imboccato la “via stretta”, è necessario proseguire in un percorso di continua comunione con Dio.
Il terzo passo biblico si trova nella lettera di Giacomo, capitolo 1:1, 12. Le difficoltà possono mettere alla prova il credente, ma quale gioia entra nel nostro cuore quando riconosciamo che il nostro aiuto viene dal Signore e che, grazie alle forze che Lui ci dà, possiamo superare ogni esame a cui la nostra anima è sottoposta.
Infine, nella seconda lettera a Timoteo capitolo 1:1, 14 abbiamo visto l’importanza di mettersi all’opera per Dio senza vergogna. Quello che Cristo ci ha dato va ravvivato e messo a disposizione di Dio e degli altri.
La Bibbia è un pozzo inesauribile da cui si possono attingere tesori sempre più preziosi. Per poter trarre il miglior beneficio spetta al credente la parte di mettere in pratica. In questo non siamo soli, ma Dio è pronto ad aiutarci in ogni momento.
Il secondo mattone di questo muro è la PREGHIERA. Ci siamo subito chiesti che cosa sia la preghiera, e la Scrittura ci mostra innanzitutto che è un dialogo semplice e sincero con Dio, dove ognuno può aprire il proprio cuore in Sua presenza per esprimere tutto ciò che ha dentro. È il momento in cui lo adoriamo per chi Egli è, lo lodiamo per quanto fa per noi, lo ringraziamo perché ci ha salvati dal peccato e dalla morte e perché ci ha dato una nuova vita da spendere per Lui. Nella preghiera possiamo far presente al nostro Padre celeste i nostri bisogni, sapendo che Lui li conosce già e che opererà. La preghiera è anche molto di più: in essa lo Spirito Santo parla al nostro cuore ricordandoci la Sua Parola, dandoci consolazione e pace. Abbiamo meditato alcuni passi biblici che trattano le preghiere di uomini di fede come il re Giosafat, e Giacobbe. Abbiamo visto anche le spiacevoli conseguenze per chi non ha invocato il Signore ma ha voluto fare scelte senza chiedere la guida di Dio come Lot e Giona. Una serata è stata dedicata ad uno studio biblico riguardante questo tema. Tutto ciò allo scopo di farci comprendere ancora di più il valore unico e speciale della preghiera, che è qualcosa da curare e coltivare nella nostra vita quotidiana. Infatti, abbiamo potuto sperimentare che la preghiera va prima di tutto “vissuta” e praticata. Proprio per questo motivo, alcuni sabati sono stati dedicati principalmente alla preghiera e il Signore non ha mancato di benedirci con la Sua presenza! Tutti noi abbiamo bisogno di una vita di preghiera, cioè in continua comunione con Dio!
“Ma tu, quando preghi, entra nella tua cameretta e, chiusa la porta, rivolgi la preghiera al Padre tuo che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, te ne darà la ricompensa” (Matteo 6:6). 
Con l’aiuto di Dio, stiamo procedendo ancora oltre mettendo mattone su mattone, cercando di costruire qualcosa di buono per la nostra vita spirituale e per servire il Signore.

“Soltanto, dal punto a cui siamo arrivati, continuiamo a camminare per la stessa via” (Filippesi 3:16).



Al gruppo giovanile abbiamo meditato insieme quali sono le battaglie che un credente deve affrontare per riportare la vittoria sugli scoraggiamenti. Soprattutto, si è considerato il modo in cui ottenere vittoria in Cristo. Abbiamo preso spunto dall’esempio del popolo d’Israele. Dopo quattrocento anni di schiavitù in Egitto viene gloriosamente liberato da Dio. Passano circa quarant’anni nel deserto ed ora sono a un passo dall’afferrare la promessa che Dio aveva fatto ad Abramo, di donargli un territorio fertile. Dodici esploratori, giovani e valorosi, partono per investigare il paese che sarebbe diventato la loro dimora. Esso era proprio ricco e meraviglioso. Il Signore era stato veritiero nelle Sue descrizioni, aveva preparato per il Suo popolo una bella eredità. C’era però un problema. Il paese apparteneva ad altri e per di più questi erano dei giganti. A un passo dalla realizzazione della promessa, il popolo, sul racconto di dieci dei dodici esploratori, decide di gettare la spugna: “è troppo difficile e faticoso conquistare quel paese”. 
Questa situazione non somiglia forse alle esperienze di molti credenti? Quando si è vicini a realizzare le promesse di Dio, ecco affiorare lo scoraggiamento per le troppe difficoltà. Quali sono dunque i nostri giganti che ci scoraggiano? Il nostro combattimento infatti non è contro sangue e carne, ma contro i principati, contro le potenze, contro i dominatori di questo mondo di tenebre, contro le forze spirituali della malvagità, che sono nei luoghi celesti (Efesini 6:12).

Il primo nemico è un personaggio poco raccomandabile. Nessuno dovrebbe fare amicizia con lui. Si chiama “mondanità”. Nella Bibbia troviamo un suo valido esempio nei Cananei (cfr. Genesi 13:5, 13). Il popolo cananeo viveva vicino al mare e lungo il Giordano, aperto al commercio e ad ogni sorta di novità. Era un popolo che non aveva dovuto faticare molto, tutto risultava comodo e agevole data la vantaggiosa posizione geografica. “Mondanità” è il nemico che attacca dall’esterno e possiede un’infinità di mezzi: dipendenze varie come la droga, il fumo, il sesso, l’alcool, il gioco d’azzardo, e molto altro. Poi ci sono gli stili di vita e le mode esagerate e sbagliate, che spesso ci vengono propinati da internet e dalla televisione. Tutte queste cose deviano il nostro modo di pensare portando spesso ad affermare: “che c’è di male?”Una scusante che spinge ad approvare scelte e azioni sbagliate.

Il gigante “Mondanità” non agisce quasi mai da solo. Porta con sé il suo migliore alleato, che è meno attivo, ma forse più pericoloso. Questi passa la maggior parte del tempo seduto o addormentato. Si chiama “comodità”. Egli è un nemico tranquillo e silenzioso che non ci fa muovere dalla poltrona della rilassatezza e ci spinge a dire: “Non ne ho voglia”, cioè non ho desiderio di impegnarmi per conquistare le benedizioni del Signore.


Passiamo ora a descrivere un nemico alto, altissimo. E’ difficile che rivolga qualche parola agli altri perché non si ferma mai ad ascoltarli. Tiene sempre la testa alta e gli occhi fissi davanti a sé. In una conversazione è sempre la sua opinione a prevalere, nessuno può contraddirlo. Si chiama “orgoglio”. Questi è un nemico difficile da intercettare, perché abita dentro il cuore e attacca dall’interno. “Orgoglio” bada sempre e solo a sé stesso e impedisce un rapporto equilibrato con gli altri. Soprattutto indurisce il cuore nei confronti di Dio e porta a disubbidirgli perché fa venir meno la sottomissione. In un cuore in cui dimora l’orgoglio non riescono a germogliare neanche i frutti dello Spirito Santo. Un esempio biblico è il gigante Golia (cfr. 1 Samuele 17:8, 9 e 42, 45), che contava soltanto sulla sua forza e abilità per sconfiggere l’intero popolo d’Israele, schernendo il loro Dio.

Ancora un ultimo nemico. Questo è piccolo, piccolo ma basta vederlo da lontano per essere completamente paralizzati. Il suo nome è “paura”. La paura nella vita del credente impedisce di partire, di avviarsi o se si è già per strada impedisce di vedere la meta, fermando lo sguardo unicamente sull’ostacolo. La paura porta alla rinuncia. Qual’è dunque la soluzione? Certamente l’amore che proviene da Dio perché troviamo scritto: Nell’amore non c’è paura anzi l’amore perfetto caccia via la paura, perché chi ha paura teme un castigo. Quindi chi ha paura non è perfetto nell’amore (I Giovanni 4:18).

La vittoria sugli avversari dell’anima nostra è possibile soltanto in Cristo, che ci strappa via dal peccato e dalle attrazioni della mondanità, Egli rende sensibili i nostri cuori togliendo via l’orgoglio. Il Suo amore ed il Suo aiuto sempre pronto, scacciano via la paura dandoci forze nuove per vincere ogni battaglia. È’ Lui che ci fornisce l’armatura adatta per combattere (Efesini 6:14, 18). Gesù stesso ha vinto per noi e ora ci incoraggia dicendo a ciascuno: Abbiate coraggio e portate dei frutti (Numeri 13:20). 

Ti rinnoviamo il nostro invito!!!!

Sei di età compresa tra i 15 e i 25 anni?    Cosa aspetti?    Ci incontriamo tutti i sabati alle ore 19.30.

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