free site builder

Di seguito puoi leggere una semplice trattazione di alcuni argomenti di attualità senza alcuna pretesa se non quella di cercare di riportare le risposte che la Bibbia stessa fornisce.

Internet

Navigare senza naufragare

Comunicare sulla rete telematica per informarsi ed informare o confortare altri è una cosa utile. Certamente, internet offre pure opportunità per testimoniare di Cristo. Tuttavia, modalità, finalità e risvolti nell’uso di questo mezzo vanno costantemente esaminate con sincerità, alla luce biblica, per non degenerare in estremismi che trascinano alla deriva esistenziale, spirituale e morale. 

UNA NUOVA DIPENDENZA 

Oltre alle note dipendenze da droghe e alcool, sono state catalogate delle nuove forme, come il Gioco d’Azzardo Patologico o la Sindrome da Shopping Compulsivo. 

Tra queste dipendenze senza sostanze assunte, la letteratura medica si avvia a classificare il “Disturbo da Abuso Telematico” o “l’Uso Patologico del Computer”, caratterizzato dalla ricerca ossessiva di notizie, dall’incapacità di distaccarsi dai videogiochi e dalla creazione d’identità fittizie parallele a quelle reali. 
I sintomi psicofisici più frequenti sono: alterazione del ritmo sonno-veglia, distorta percezione di sé e della realtà. Una idea che molti di questi “giochi” trasmettono è che “puoi uccidere ed essere ucciso quante volte vuoi”, perché poi, quando appare la scritta “game over”, si può ricominciare. 
A tali effetti si sommano l’incapacità di limitare il tempo trascorso in Rete a danno d’ogni altro impegno, la progressiva riduzione di confronto umano e la perdita di rapporti affettivi e sociali. 
Un pericolo, specie per chi abita lontano dai centri urbani, è illudersi di relazionare con il mondo intero, senza più uscire dalla propria stanza, mentre in realtà si pratica soltanto un massiccio scambio d’informazioni … 
In Giappone e Cina già vi sono da tempo apposite cliniche per la internet-dipendenza. 
Nel novembre del 2009, presso il Policlinico II di Roma è stato aperto il primo ambulatorio specializzato per questa dipendenza. 
Alcuni propongono “disintossicazioni tecnologiche”, cioè dei periodi senza usare congegni elettronici. Ciò può risultare utile, tuttavia la soluzione è spirituale: affinché nulla ci domini, dobbiamo lasciare Cristo regnare nella nostra vita, sulla base della rigenerazione spirituale e mediante la comunione con Dio (Giovanni 8:34-36; Romani 8:14, 15). 

NON LASCIARSI PRENDERE NELLA “RETE” 

Una società sempre più perversa e impaurita tende a confinare tanti ragazzi fra le pareti domestiche. 

In contesti simili, internet diviene quasi uno sfogo necessario. Così, però, non si evitano i rischi d’influenze negative nelle menti né di trappole micidiali. Su internet c’è proprio di tutto; basta cliccare il tasto sbagliato per essere sedotti da immagini e proposte d’ogni tipo. 
Il costante ingresso nei social forum può spingere a mettere sulla piazza del “villaggio globale” aspetti e fatti dell’intimità propria o altrui. Facciamo molta attenzione ad approfondire certe “conoscenze”, specialmente quando non ci sentiamo liberi d’informarne i nostri familiari! 
È noto il pericolo dell’esposizione di dati e immagini personali sulla Rete telematica, nella quale chiunque, spacciando false identità, può approfittare di sfoghi e confidenze ingenuamente rilasciati (Proverbi 22:3). 
Attraversando crisi adolescenziali o coniugali, quali consolazioni cerchiamo, dove lanciamo i nostri SOS o quali raccogliamo? In tali fasi, in cui possiamo divenire molto vulnerabili, si è spinti ad aprirsi, con “amici” idealizzati dallo schermo, lasciando spazio a imprevedibili allettamenti e letali intromissioni nella nostra vita (Ecclesiaste 9:12; Efesini 6:10-12). 

I RISUCCHI DEI VORTICI MONDANI 

Tra folle anonime in cui l’individuo brama sentirsi notato, considerato, internet offre a tutti una facile visibilità. Nella voglia di capitalizzare molti “amici” si può essere spinti a stupire i “navigatori”, assimilando la regola non scritta secondo cui il profilo personale, come una vetrina in cui si esibisce la propria immagine, deve essere attraente, originale. Perseguire tale fine induce a deporre, poco alla volta, i sani principi di modestia, onestà e pudore cristiani. Nei gruppi di discussione, dalla Chat, ovvero la stanza virtuale per chiacchierare, ai forum con accesso regolato, si crea talvolta, per una forma di condizionamento emotivo, un abbassamento della soglia di lucidità e del freno morale. Così, per degli impercettibili moti inconsci, la persona timida, “liberata” dai condizionamenti diretti dello sguardo fisico, può passare ad un estrema sfrontatezza (II Pietro 2:18-20). 

Il contagio dell’esibizionismo può avvenire finanche quando si trattano le verità sacre della Bibbia. 
Tale sfruttamento pseudo evangelistico del social forum risulta così una comunicazione falsata non soltanto di sé, ma perfino della Persona e del messaggio del Redentore (Efesini 6:18-20). 
Per non farsi risucchiare in tali torbidi gorghi è necessario selezionare i propri contatti, stabilendo una marcata linea di confine, tracciata non in base all’etica di questo secolo, bensì onorando l’eterna Parola di Dio (Colossesi 2:8; II Timoteo 2:22). 
È edificante scambiarsi esperienze spirituali, raccontare di riunioni di culto, raduni e campeggi cristiani. Troppe volte, però, si ravvisa soltanto la censura di affermazioni ritenute eretiche o di comportamenti giudicati immorali. Ammesso che quanto altri dicono o fanno sia in contrasto con gli insegnamenti biblici e sebbene bisogna denunciare le opere delle tenebre, vi sono tuttavia buoni modi e giuste sedi in cui effettuare esortazioni alla verità spirituale, per produrre frutti di luce e non causando ulteriore caos e scandalo (Efesini 5:8-13). Trattando pubblicamente fatti e persone riguardanti l’opera del Signore, è doveroso chiedersi: sto denunciando il male o sono fra quanti indirettamente vi partecipano? (Romani 16:17-19). 
Vegliamo per non lasciarsi trascinare nella “blog mania” del commento su tutto e tutti, criticando sermoni e ridicolizzando quanti servono Dio (II Timoteo 2:16; II Pietro 2:10, 11). 

CONTATTI VIRTUALI O COMUNIONE SPIRITUALE? 

Quando si fa abuso di qualunque cosa, ciò non costituisce soltanto un insana dipendenza, ma una vera barriera spirituale, alzata fra noi e il Signore per il quale siamo chiamati a vivere (I Corinzi 6:12, 19, 20). Coloro che passano giornate sulla rete, ma non trovano tempo per dialogare in famiglia, frequentare le adunanze della chiesa, stanno ampliando i rapporti umani o desistendo dall’approfondire la comunione cristiana? 

È normale non aver mai nulla da dire alle riunioni di culto o non salutare fisicamente i credenti, ma chiedere poi “amicizia” su Facebook? Immergersi in modo smisurato nel mare artificiale di internet non costituisce un opportunità per ampliare la comunione cristiana, il dialogo tra credenti: diviene un insana alternativa ad essi (III Giovanni 13, 14). 
Una situazione ecclesiastica poco gratificante non si sfugge con una fede virtuale, ma si vince affrontandola con il vivere ogni aspetto della realtà comunitaria e della vocazione spirituale. 
C’è urgente bisogno non di relazioni cristiane virtuali, bensì spirituali e virtuose, nel concreto esercizio della comune fede nel Signore, che unisce i redenti in vincoli celesti (II Corinzi 5:16; Efesini 4:1-6). 
">