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Di seguito puoi leggere una semplice trattazione di alcuni argomenti di attualità senza alcuna pretesa se non quella di cercare di riportare le risposte che la Bibbia stessa fornisce.

Pasqua

Pasqua ebraica, tradizioni e insegnamento biblico

Viviamo in un mondo segnato da varie usanze e consuetudini, spesso passivamente accettate anche in campo religioso senza appurarne origini storiche, motivazioni culturali e, sopra tutto, l’effettiva corrispondenza biblica. La celebrazione della festa liturgica della Pasqua è una tradizione religiosa su cui è importante documentarsi e verificare se appartenga alla dottrina della Chiesa di Cristo, fondata sul nuovo Testamento.


PASQUA EBRAICA

Il termine italiano “Pasqua” proviene dall'antica parola ebraica “pèsach”, che significa letteralmente “saltare, passare oltre”, riferita alla notte in cui Dio oltrepassò in Egitto le case degli Israeliti segnate dal sangue dell'agnello, risparmiando i primogeniti. La Pasqua doveva celebrarsi la sera del quattordicesimo giorno di Nisan, il primo mese ebraico, (metà marzo / metà aprile); si doveva uccidere l'agnello, spruzzare con il sangue le porte e mangiarne la carne con del pane azzimo ed erbe amare. In tale modo si sarebbe ricordata la salvezza dal giudizio divino e la prodigiosa liberazione dalla dura schiavitù egiziana (Esodo 12: 7-8, 12-13, 24-27).Legge divina ordinerà di immolare il sacrificio nel santuario (Deuteronomio 16:5-6). Così, per celebrare la Pasqua ogni ebreo doveva recarsi al Tempio di Gerusalemme e poi appartarsi in casa di parenti o amici (Matteo 26:17-18) per consumarlo arrostito. In seguito alla distruzione del Tempio (70 d.C.) e alla cessazione dei sacrifici, la Pasqua ebraica tornò ad essere una cerimonia di esclusivo carattere familiare,rituale che dura diverse ore generalmente condotto dal capo famiglia, nel quale si alternano quattro calici di vino al canto dei Salmi di Allel (113- 115, 118) , a preghiere di ringraziamento e benedizione.


L’INSEGNAMENTO DEL NUOVO TESTAMENTO 

La Pasqua era anche intesa a profetizzare il sacrificio di Cristo, l’Agnello di Dio, sacrificato per i peccati del mondo. Scrivendo ai cristiani in Corinto, quindi greci, l’apostolo Paolo dice: “La nostra pasqua, cioè Cristo, è stata immolata” (I Corinzi 5:7). È quindi chiaro che gli ebrei, popolo dell’Antico Patto dovevano giustamente celebrare il rito della Pasqua secondo quanto ordinato con Mosè fino alla venuta di Cristo, il quale ha stabilito il Nuovo Patto (Luca 22:20). Con Cristo, il Nuovo Testamento completa la rivelazione di Dio agli uomini, pertanto il messaggio della redenzione è ben più profondo e non si limita ad una nazione (Matteo 26:26; Apocalisse 5:9).la morte e la risurrezione di Gesù, i cristiani di ogni tempo e luogo, ebrei e non ebrei, possono ricordare il sacrificio di Cristo e la perfetta giustificazione che ne consegue, ma non più secondo il rituale dell’Antico Testamento né rinnovando, in alcuna forma, quel sacrificio irripetibile. Questo avviene, in modo continuo, con l’adorazione in spirito dei redenti e mediante un rito particolare: la Cena del Signore, con i simboli del pane e del vino.rito dell'Antico Patto, invece, la pasqua ebraica consisteva sostanzialmente nella ripetizione di un sacrificio animale, poiché le istituzioni dell’Antico Patto non avevano la forza di liberare interiormente e definitivamente gli uomini dalla servitù al peccato, consentendo loro un accesso spirituale alla presenza di Dio (Giovanni 1:29; Ebrei 10.19-22). Basti pensare che la pasqua ebraica doveva celebrarsi, per ricordare l’esodo dall’Egitto, in un preciso giorno dell’anno “Quel giorno sarà per voi un giorno di commemorazione” (Esodo 12:14), mentre, istituendo la santa cena, Gesù affermò: “…fate questo, ogni volta che ne berrete, in memoria di me ” (I Corinzi 11:25). Ecco perché non vi è cenno, nel Nuovo Testamento, che la chiesa dell'era apostolica celebrasse la Pasqua.


L’INTRODUZIONE DELLA LITURGIA PASQUALE

Leggendo la storia del Cristianesimo appare evidente l’ingresso postumo di alcune pratiche pagane che concorsero alla formazione di un codice liturgico. L’allegrezza per il sorgere del sole e per il risveglio della natura primaverile venne accostata alla gioia per la resurrezione di Cristo, “Sole di giustizia”.data di celebrazione di una “Pasqua cristiana” fu tuttavia causa di un duro scontro tra le comunità del tempo post-apostolico. Nel II secolo d.C. le chiese fissavano il giorno della Pasqua in base all’inizio del mese lunare, per cui il giorno della settimana nella quale si festeggiava non era mai lo stesso. Presto, però, importanti chiese, come Roma e Alessandria, iniziarono a celebrare la Pasqua esclusivamente di Domenica. Nel III secolo tale uso si affermò sempre più, finché durante il Concilio di Nicea (325 d. C.) l’imperatore Costantino “invitò” tutte le chiese a non seguire più l’usanza dei Giudei (il novilunio) ma ad uniformarsi al nuovo principio. Si riuscì a concordare che la Pasqua fosse celebrata la domenica successiva al primo plenilunio che avviene dopo l'equinozio di primavera: per questo la data oscilla tra il 22 marzo e il 25 aprile.partecipare alla Pasqua cattolica è necessario un periodo di preparazione definito “Quaresima”. Il primo giorno di questa cade la 6^ Domenica prima di Pasqua, giorno in cui si celebra il “rito delle ceneri” (“segno di morte e promessa di resurrezione”). Le domeniche successive vengono definite, nell’ordine, 2^, 3^, 4^ e 5^ Domenica di Quaresima. La settimana che precede la Pasqua è detta “Settimana Santa” e inizia con la “Domenica delle Palme”, supposta commemorazione del trionfale ingresso di Gesù a Gerusalemme. Il Giovedì, Venerdì e Sabato precedenti la Pasqua vengono definiti “Trìduo pasquale”: il “Giovedì Santo”, ricorderebbe il giorno in cui Gesù celebrò l’Ultima Cena con i Suoi discepoli; il “Venerdì Santo” ricorderebbe la cattura, la condanna e l’esecuzione di Gesù; il “Sabato Santo” ricorderebbe il giorno della Sua sepoltura.Pasqua si celebra la Domenica, il giorno nel quale Cristo risuscitò. La festa continua anche il Lunedì, definito “Lunedì dell’Angelo” perché con esso si vuole ricordare l’apparizione di Gesù ai due discepoli sulla via di Emmaus. Solitamente la gente lo festeggia con una gita fuori città, imitando i discepoli che lasciarono Gerusalemme per recarsi ad Emmaus.


L’ORIGINE DI ALTRI RITI E USANZE CONNESSE ALLA PASQUA

Alcune delle tradizioni popolari della Quaresima e della Pasqua risalgono ad antichi riti propiziatori primaverili atti a spaventare e allontanare i demoni dell'inverno.à 3000 anni prima di Cristo tra i Persiani era usanza regalare delle uova all’inizio della primavera come dono propiziatorio, poiché l’uovo simboleggiava l’inizio della vita. Questa tradizione fu ripresa da alcuni cristiani, i quali dopo la cerimonia pasquale distribuivano ai fedeli un cesto di uova “benedette”.primavera era sacra per gli adoratori che abitavano in Fenicia. La loro dea della fertilità, Astarte (Afrodite per i Greci), aveva come simboli l'uovo e la lepre. Da qui l'usanza di considerare le uova immagine di fertilità e di vita. Gli Egiziani, i Greci e i Romani coloravano le uova e le mangiavano nelle festività del periodo primaverile. Studiosi esponenti della religione ufficiale confermano che “Un gran numero d'usanze pagane per celebrare il ritorno della primavera gravitano sulla Pasqua. L'uovo è il simbolo della vita che germina all'inizio della primavera… Il coniglio è un simbolo pagano ed è sempre stato simbolo di fertilità” (Enciclopedia Cattolica, vol. V, pag. 227).1176 Luigi VII, re di Francia, fu accolto al rientro da una crociata con numerosi doni da parte dell’abate di Saint Germain des Pris. Tra questi vi erano molte uova e, per evitare che marcissero, furono dipinte e regalate alla popolazione. L’iniziativa piacque e fu rinnovata negli anni successivi.secolo XIII furono portate in Europa le uova di struzzo, che vennero impiegate come contenitori per le reliquie. L’uovo di struzzo, più grande e resistente di quello di gallina, si conservava bene e con il passare del tempo assumeva un attraente colore avorio. Queste uova vennero poi impreziosite con montature in oro e corallo.’uovo di cioccolato nacque dai cuochi del re francese Luigi XIV, detto “re Sole”. Invece, il primo uovo con dentro un dono a sorpresa fu confezionato per un altro re di Francia, Francesco I.


CONCLUSIONE…

La celebrazione della Pasqua, pertanto, ha ben poco a che fare con il ricordo della morte e della resurrezione di Gesù. È un altro di quei casi in cui, purtroppo, la cristianità unisce usi pagani con insegnamenti biblici. Mischiando le verità della rivelazione divina e le superstizioni umane non si santificano le seconde, ma si profanano e banalizzano le prime! (Aggeo 2:11-14). La Pasqua non è una festività cristiana né una ricorrenza o una liturgia della Chiesa. Alla luce della Parola del Signore, l’unica vera, quotidiana Pasqua è la Persona stessa di Cristo, se abbiamo realizzato la Sua Opera nei nostri cuori e seguiamo i Suoi insegnamenti.

“Celebriamo dunque la festa, non con vecchio lievito, né con lievito di malizia e di malvagità, ma con gli azzimi della sincerità e della verità” (I Corinzi 5:8).


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